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02/10/2009 - Le imprese partano dal Business Plan

L’introduzione di Basilea 2 e la crisi in atto riportano l’attenzione su questo strumento.

Nel 2007 e 2008 la progressiva introduzione di Basilea 2 e di criteri di valutazione del merito creditizio più oggettivi  volti a differenziare l’accesso al credito e il suo costo in funzione del rischio dell’impresa, non aveva modificato sostanzialmente  la situazione preesistente: anzi, prevalendo  un’intensa concorrenza tra le banche commerciali per acquisire  nuovi impieghi, perduravano situazioni di ampia e spesso non ben differenziata disponibilità di credito a basso costo.       

Negli ultimi mesi invece sono improvvisamente cambiate prassi consolidate da decenni, andando ben oltre i previsti effetti di Basilea 2.

L’impresa si è trovata in breve tempo in questa situazione:

  • revoca di linee di fido non utilizzate, proprio nel momento in cui il calo degli ordini stava riducendo l’auto finanziamento;

  • richiesta di rimborso sui finanziamenti a breve a fronte  di crediti commerciali, proprio in un momento in cui i clienti erano a loro volta in difficoltà nel pagare;

  •  indisponibilità a finanziare i crediti non assistiti da ricevute bancarie;

  • aumento del costo causato da un significativo  aumento degli spread applicati;

  • estrema difficoltà di accedere a finanziamenti a medio-lungo termine, soprattutto se non garantiti da immobili o da titoli prontamente liquidi;

  • allungamento dei tempi di incasso dai clienti;  

Tutto questo in un momento in cui le vendite, nella migliore delle ipotesi, rallentavano. Effetto: imprese sane, da sempre regolari  nei loro impegni verso la banca, sono improvvisamente diventate insolventi. La banca, con l’intento di ridurre la propria esposizione al rischio, l’ha invece di fatto aumentata, trasformando situazioni in  bonis in situazioni in default.
E’ il momento di un nuovo patto tra banca e impresa, che serve ad entrambe: un nuovo modello di interazione, più che di relazione, un impegno non generico ma ben specificato in  un contratto di finanziamento, in cui la banca e l’imprenditore si impegnano a fare determinate azioni al verificarsi di determinati eventi.
Il patto con l’impresa servirebbe anche alla banca, perchè essa  si trova ora nell’impossibilità di valutare correttamente il merito di credito, in quanto l’osservazione dei dati storici potrebbe essere fuorviante in presenza di una  situazione globale anomala. Lo stesso dicasi per le attività di  monitoraggio delle esposizioni creditizie in essere: attendere l’inadempimento per agire nei confronti dell’impresa può precludere alla banca la possibilità di recuperare il proprio credito.

Una soluzione: come valutare il merito del credito oggi

 

Un business plan aziendale è volto a rappresentare gli obiettivi dell’impresa e  le azioni per raggiungerli, partendo dalla situazione attuale. Non a caso non poche banche stanno ora chiedendo alle imprese un business plan: se non si può guardare al passato, allora guardiamo al futuro. Il cambio di prospettiva è interessante, ma  non privo di difficoltà.  Innanzi tutto in periodi di incertezza il futuro è ancora più incerto e le capacità dell’impresa di realizzare il piano in un  nuovo contesto di mercato  competitivo, non necessariamente sono quelle che aveva in passato.

Ci sono inoltre difficoltà di natura pratica. L’impresa spesso non è abituata a realizzare un business plan,  a quantificare gli impatti finanziari e patrimoniali delle proprie  strategie: ma, da sola o con il supporto di professionisti esterni, ce la può fare.
La redazione del business plan rappresenta anche un utile momento di riordino delle idee strategiche dell’imprenditore.
Le maggiori  difficoltà stanno invece dal lato della banca: il business plan va innanzi tutto analizzato, ne va verificata la sostenibilità e la coerenza tra le azioni in essa  previste. Attività non rapida in cui non ci si può improvvisare.

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.freemanagers.it  o potete comunicare con adp@freemanagers.it 

Alberto Delpozzo


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