25/09/2012 - Approvata la Direttiva europea sull’efficienza energetica

La nuova Direttiva rappresenta un significativo passo avanti per la riduzione dei consumi energetici nel Vecchio Continente, pur essendo frutto di un compromesso tra i governi degli Stati membri e ponendosi un obiettivo di miglioramento dell’efficienza energetica al 2020 di solo il 15% (anziché del 20%).

L’accordo – ufficializzato nel Consiglio Energia di venerdì scorso, prevede l’obbligo per ciascuno Stato membro UE di indicare un target nazionale per la riduzione dei consumi, che potrà essere definito sulla base dei consumi primari o finali, oppure sull’intensità energetica (il rapporto tra Pil ed energia consumata). Entro il 30 giugno 2014, la Commissione valuterà poi i progressi e stabilirà se i 27 saranno in grado di contenere i consumi al 2020 entro i 1.474 milioni di tep di energia primaria ossia i 1.078 m.ni tep di energia finale.

A darsi da fare dovranno essere per primi le amministrazioni statali: a partire dal 2014 ogni anno dovranno riqualificare energeticamente il 3% della superficie degli edifici di proprietà dei governi centrali.

Ciascun Paese membro UE dovrà poi introdurre un sistema obbligatorio per le utility per arrivare a un risparmio dell’1,5% l’anno sui consumi dei clienti finali. Tale obiettivo, tuttavia, potrà essere centrato anche attraverso l’utilizzo di alcune “misure flessibili alternative” che indeboliscono relativamente l'efficacia dell'obbligo ma che comunque non potranno pesare per più del 25% dell’obiettivo stabilito.

La direttiva, che dovrà essere recepita negli ordinamenti nazionali entro la primavera del 2014, contiene inoltre una serie di indicazioni per l’audit energetico, la misura dei consumi (smart meter e bollette) e la promozione dell’efficienza nei settori riscaldamento/raffrescamento, trasformazione, trasmissione, distribuzione e servizi.



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